Circolo virtuoso Il nome della Rosa
Giulianova Alta, Via Gramsci 46/a
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Martedì 4 novembre 2014
ORE 19,00
FORMAZIONE
“汉语课程:
CORSO DI LINGUA E CULTURA CINESE”
CORSO DI LINGUA E CULTURA CINESE”
INIZIO CORSO
A cura della dott.ssa: Maria Vittoria IACONI
17 lezioni da 2 ore ciascuna
Ogni martedì dal 4 novembre 2014
Il
corso ha un obiettivo ben preciso: avvicinare ciascuno dei partecipanti ad una
realtà che si è ormai imposta nel panorama mondiale con grande determinazione:
la Cina.
Oriente
e Occidente non si fronteggiano solo sui mercati finanziari e nella corsa al
riarmo. La Cina acquista i debiti di Europa e Stati Uniti, domina il commercio,
si prepara a sostituire euro e dollaro con lo yuan, prossima valuta mondiale di
riserva, ma prima di tutto punta a conquistare la comunicazione del secolo.
Dieci
anni fa nessuno avrebbe immaginato che il putonghua avrebbe superato la Grande
Muraglia. Nel 2011, senza che nessuno se ne accorgesse, l'ennesimo primato è
battuto: dall'inizio di ottobre il cosiddetto cinese mandarino è la
lingua che il maggior numero di stranieri ha iniziato a studiare. Un boom
senza precedenti, per quantità e rapidità. Nel 2000 erano poco più di due
milioni i non cinesi che tentavano di imparare gli ideogrammi del mandarino.
Oggi sono 50 milioni e la domanda è talmente forte che scuole e università si
scoprono spiazzate. La Cina diventa la seconda potenza economica del pianeta e
il "cinese" è già la prima potenza linguistica.
Per
governi e multinazionali il problema non è però il confronto assoluto dei
numeri. Conta la tendenza e negli ultimi cinque anni tutto lascia presagire
che entro il 2015 il mandarino, ancora più dello spagnolo,ultimerà
la rincorsa all'egemonia culturale nell'economia e nella politica. "Il
risultato - dice il professor Li Quan dell'università Renmin di Pechino - è
storicamente scontato. Chi domina la ricchezza, da sempre impone il
linguaggio. Ormai è chiaro che la Cina avrà il potere commerciale nel lungo
periodo e l'Occidente si rende conto della necessità di conoscerla e di capire
come funziona. L'ascesa del mandarino e il tramonto dell'inglese sono lo
specchio popolare della realtà".
Non
sapere il mandarino è il nuovo incubo di uomini d'affari e professionisti e per
la Cina è un successo senza precedenti. Perfino i contratti iniziano ad
adottare gli ideogrammi e nelle trattative politiche e commerciali le
delegazioni di Pechino pretendono di esprimersi nella lingua madre. E' lo
scenario per il 2050: due miliardi di parlanti mandarino, opposti a 500 mila
anglofoni. Quattro a uno, come il peso economico, il valore della valuta e le
proprietà detenute all'estero. Pochi oggi sanno dire “grazie” ad un cinese, ma
nessuno ignora cosa vuol dire "thank you". Non sarà più così. Lezione
numero uno: "Xiè Xie”.
Articolo
tratto da La Repubblica ottobre 2011.






